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DINTORNI

Matera

Matera conta circa 55.000 abitanti, si trova a 401 m. dal livello del mare e dista solo 45 chilometri dalle spiagge. Apprezzata e visitata per i suoi Sassi, offre anche tante altre perle di bellezza e di cultura che le nostre guide sapranno illustrarvi con maestria. Si consiglia una visita al Duomo del XIII secolo, in stile romanico pugliese, che si erge imponente sul colle della Civita, primo insediamento umano della città, risalente al periodo medioevale caratterizzato da mura e fortificazioni. La Cattedrale, internamente ristrutturata nel periodo barocco, ospita interessanti opere lignee e pittoriche di artisti locali, tra cui spiccano il cinquecentesco presepe in pietra di Altobello Persio e il coro ligneo del ‘400 di Giovanni Tantino di Ariano Irpino. Molto interessanti anche le altre chiese romaniche nel centro storico, San Giovanni Battista e San Domenico. Lungo la dorsale seicentesca del “Piano” si possono ammirare le costruzioni civili e religiose del periodo barocco tra cui le chiese di San Francesco d’Assisi, del Purgatorio e di Santa Chiara, sino a giungere a Palazzo Lanfranchi,adiacente alla chiesetta della Madonna del Carmine attualmente sede di importanti mostre d’arte. Sorto come seminario alla fine del 1600, e già Liceo ginnasio, dove insegnò per alcuni anni Giovanni Pascoli, Palazzo Lanfranchi e stato recentemente ristrutturato ed ospita il Museo d’arte medioevale e moderna di Basilicata. Presenti, nella sua splendida cornice, un’ ampia collezione di dipinti di Carlo Levi, numerose opere di scuola napoletana del ‘600 e ‘700 e varie opere ligne e pittoriche provenienti da diversi centri della provincia, restaurate ad opera della Sovrintendenza, nonché mostre periodiche di grande pregio.

Alberobello

Alberobello sorge nell’area sud-orientale della provincia di Bari, nelle vicinanze di Castellana Grotte, Locorotondo e Putignano. La sua fondazione avvenne nel XV secolo per opera degli Acquaviva - D’Aragona, conti di Conversano, in una zona occupata da una foresta di querce. Caratteristici di Alberobello sono i trulli, abitazioni costruite con pietra a secco, base imbiancata con calce viva e tetto a forma di cono costituito da pietre a vista. Alberobello è l’unico centro a conservare il nucleo storico interamente composto da trulli. Internamente i trulli presentano un vano centrale a pianta quadrata, comunicante tramite arcate con gli altri vani della casa. Molti dei trulli nel centro storico sono visitabili. Il trullo più alto del paese, chiamato Trullo Sovrano, è a due piani e ospita un museo. I tetti conici sono spesso abbelliti con iscrizioni decorative di varia forma tracciate con latte di calce, raffiguranti simboli zodiacali o religiosi. Nel 1996 la cittadina di Alberobello, cuore pulsante della Murgia dei Trulli, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità e dal 2010 è stata certificata dal Touring Club Italiano come Bandiera Arancione.

Altamura

La città di Altamura sorge nell’entroterra della provincia di Bari, quasi al confine con la Basilicata. Ritrovamenti fossili, alcuni dei quali eccezionali come l’uomo di Altamura, testimoniano la presenza dell’uomo in questo territorio già 400.000 anni prima di Cristo. Nel 500 a.C. furono edificate le mura megalitiche che diedero il nome alla città (Alte-Mura). Seguì un lungo periodo di dominazioni, cui pose fine l’arrivo di Federico II (1232) il quale diede nuovo impulso alla città dotandola di una Cattedrale e ripopolandola con genti arabe, greche ed ebree. È di quel periodo l’assetto caratteristico della città, con i “claustri”, piccole piazzette circondate da viuzze. Successivamente Altamura subì varie signorie, tra cui gli Orsini, che edificarono palazzi e conventi. Nel 1531, gli abitanti di Altamura si tassarono per pagare i 20.000 ducati necessari a riscattare la propria città dal giogo feudale. La città vide un periodo particolarmente fiorente tra il 1500 e il 1700, fino a quando nel 1748 fu istituita tra le sue mura l’Università degli studi che contribuì a diffondere gli ideali di uguaglianza e libertà promossi dalla rivoluzione francese. A causa di questo nuovo spirito, quando nel 1799 la città fu assediata e saccheggiata dall’esercito della Santa Fede, la cittadinanza diede vita ad una lunga resistenza. E’ per questo motivo che gli storici del primo Novecento, animati ancora dallo spirito risorgimentale, diedero alla città l’appellativo di "Leonessa di Puglia". Negli anni successivi Altamura ospitò la Corte d’appello di Terra di Bari e la sede del governo provvisorio di Puglia.

Gravina

Gravina in Puglia si trova in provincia di Bari, nella Murgia Occidentale, in un’area fortemente segnata dalla presenza di puli e gravine. Il suo territorio delimita il confine tra la Puglia e la Lucania. I numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano che il territorio di Gravina era già abitato nel Paleolitico antico. In seguito la città fu colonizzata da greci e romani, come confermano i ritrovamenti di villaggi e necropoli. Sotto Alessandro il Molosso Gravina ottenne il riconoscimento di polis. Nel 305 a.C. divenne municipio romano, titolo mantenuto fino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, quando passò sotto il controllo dei bizantini prima, e dei normanni poi. Diversi i sovrani che nel corso della storia si susseguirono e ai quali si deve la costruzione di importanti edifici: tra i più significativi, la cattedrale nelle vicinanze del castello, per volere di Umfrido d’Altavilla, e la dimora di caccia voluta dall’imperatore Federico II di Svevia, che nel 1224 ne commissionò i lavori all’architetto fiorentino Fuccio, avendo scoperto la bellezza di questi luoghi ricchi di boschi e sorgenti. Dopo la sconfitta a Benevento di Manfredi, erede di Federico, nel 1266, la città passò sotto la giurisdizione degli Angioini. A loro si deve l’istituzione nel 1294 della caratteristica Fiera di San Giorgio, oggi una delle più antiche d’Italia. Nel corso del XIII secolo giunsero i monaci, i templari ed i cavalieri Gerosolimitani, che qui vi ottennero estesi possedimenti. Nel 1380 la cittadina fu annessa al Principato di Taranto dai Del Balzo Orsini, che ne mantennero il controllo sino al 1816.

Bari

Capoluogo di regione, si estende su di un territorio quasi interamente pianeggiante lungo la costa e solo per pochi tratti si inerpica sulla Murgia Barese. La forma della città ricorda un uccello dalle ali spiegate la cui testa è costituita dal nucleo di Bari Vecchia. Fu annessa all’impero Romano nel terzo secolo a.C. Nel corso del tempo fu emirato arabo e terreno di conquista per Longobardi, Bizantini e Saraceni. Sede della flotta dell’impero Romano d’Oriente, la città vecchia si è organizzata intorno alla corte del catapano. In seguito alla trafugazione delle spoglie di San Nicola e alla costruzione della Basilica dedicata al Santo, Bari divenne uno dei maggiori centri della cristianità, punto di partenza e di arrivo dei Crociati e ponte di comunicazione con l’Oriente. Dopo la dominazione di normanni, angioini, aragonesi e spagnoli, l’evoluzione urbanistica della città ebbe inizio nel 1813 fuori dal centro storico con la costruzione del borgo nuovo. Attualmente, grazie alla funzione strategica del porto, dell’aeroporto e dell’importante complesso della Fiera del Levante, Bari ha assunto un ruolo determinante nelle relazioni con i paesi affacciati sul Mediterraneo.

Polignano

Polignano a Mare, città natale del noto cantante italiano Domenico Modugno, si trova a circa trenta chilometri dal capoluogo Pugliese. Data la posizione strategica del suo centro abitato a picco sul mare, è da sempre stato considerato una porta verso il Mediterraneo e l’Oriente. Esso rappresenta, infatti, un importante crocevia commerciale e un punto di incontro di diverse culture. Nelle strutture urbane sono presenti tracce delle presenze araba, bizantina, spagnola e normanna. Polignano offre un mare cristallino dalle moltissime sfumature, dodici chilometri di litorale con numerose grotte scavate nelle rocce: per questi motivi è definita dai turisti la “Perla dell’Adriatico”. Il paesaggio marino della cittadina è caratterizzato da insenature e da grotte raggiungibili in barca, spesso fuse con le cantine delle abitazioni sovrastanti. Di particolare interesse, scientifico oltre che turistico, sono i fondali dell’incontaminato mare che si estende di fronte alla cittadina, meta ambita da parte di sub e amanti delle immersioni. La fertile campagna del comune è caratterizzata dalla presenza di lame, ricoperte dalla classica vegetazione mediterranea e dalla presenza di numerosi siti archeologici. La località è stata insignita della Bandiera Blu 2013 da parte della Fondazione per l’Educazione Ambientale.

Castellana Grotte

Castellana sorge nell’entroterra della provincia barese, a 290 metri sul livello dal mare, sul margine di una conca carsica chiusa. Caratterizzata da un tipo di economia a carattere agricolo e industriale, deve la sua vocazione turistica alle grotte, complesso speleologico di fama internazionale a pochi passi dal centro abitato. Le fonti storiche attestano la presenza del nucleo abitativo già nel X secolo, con la denominazione di Castellano, abbandonata per quella attuale a partire dal 1310. Il casale fu donato dal conte normanno Goffredo al monastero benedettino di Conversano, sotto la cui giurisdizione civile ed ecclesiastica rimase fino al Quattrocento. Acquisita dagli Orsini, Castellana fu data in dote alla figlia di Giovanni Antonio Orsini, in occasione del suo matrimonio con un esponente dei conti Acquaviva, il cui dominio durò fino al 1806. Nel XVI secolo la città incontrò un notevole sviluppo dovuto ad un consistente flusso di immigrazione. La trasformazione agraria avviata nel XVII secolo contribuì alla nascita di un ceto contadino e pose le basi per uno sviluppo economico fondato sullo sfruttamento della terra, con la coltivazione di vigne ed ulivi. Durante il secolo scorso, un ruolo importante nella vita economica e culturale di Castellana è stato rivestito dalla famiglia De Bellis, proprietaria di un’industria tessile e di una vinicola. All’ingresso della città si trovano le grotte di Castellana, complesso speleologico scoperto ed esplorato per la prima volta nel 1938 da Franco Anelli. Le grotte sono un insieme di cavità e cunicoli che si diramano nel sottosuolo per oltre 2 Km, offrendo ai visitatori scenari unici. Nuovi percorsi, scoperti nel 1982 sono oggi destinati alla sola ricerca scientifica.